Il Negroni Cocktail

Ci sono dei cocktail che, più che bevande, sono veri e propri punti saldi della nostra cultura. Tra questi, il Negroni è probabilmente quello più rappresentativo. Compagno di serate (quando non artefice) memorabili tra amici, un gusto inconfondibile che lo rende versatile per ogni accostamento. La sua storia inizia nei primi anni del ‘900, e da allora non ha mai smesso di deliziarci e inebriarci. Se siete curiosi di sapere com’è nato questo cocktail, a chi deve il suo nome e (soprattutto) come si prepara alla maniera dei barman più rinomati, continuate a leggere!

Storia del Negroni: dalle origini ai giorni nostri 

Era il 1919, l’anno in cui fu fondata la Società delle Nazioni, in cui si firmò per la fine della guerra con il Trattato di Versailles, in cui negli Stati Uniti iniziò l’epoca del Proibizionismo, ma soprattutto l’anno in cui venne alla luce il cocktail Negroni. Fu tra le pareti del Caffè Casoni di Firenze che uno dei clienti più affezionati e abitudinari, il Conte Camillo Negroni, propose a Folco Scarselli, il barman del Caffè, una variazione sul suo drink preferito, l’Americano. La ricetta dell’Americano prevede 3 cl di bitter, 3 cl di vermouth rosso e 3 cl seltz (o acqua frizzante), ma il Conte Negroni chiese di sostituire quest’ultimo ingrediente con un po’ di gin. 

Ben presto questa piccola ma determinante variazione divenne piuttosto popolare tra gli altri avventori del bar. Non avendo però un nome ben definito, all’inizio lo chiamavano “un Americano alla maniera del Conte Negroni”. Da questa lunga e complessa denominazione a un semplice “Negroni” il passo fu veramente breve.  

Ad oggi anche questo cocktail rientra tra quelli ufficiali delle principali associazioni di bartenders e barmen, tra cui la prestigiosa International Bartenders Association. Infine, non tutti sanno che (ma molto probabilmente se ne sono accorti) il Negroni è uno dei cocktail più alcolici tra quelli “classici”, con ben 28° di gradazione alcolica. 

Negroni: ricetta per un cocktail da premio 

Si prova sempre una sorta di timore reverenziale quando ci si approccia a preparazioni così famose e rinomate, ma in realtà la risposta alla domanda “come si prepara il Negroni?” è più semplice di quanto pensiate. La ricetta del Negroni, come abbiamo già visto, prevede solo tre ingredienti: 

  • 3 cl di gin
  • 3 cl di Campari
  • 3 cl di vermut rosso

Il primo passo per preparare un Negroni è quello di procurarsi un tumbler basso in cui versare del ghiaccio a cubi, fino all’orlo. Eliminate l’acqua in eccesso, quindi aggiungete prima il gin, poi il bitter Campari e infine il vermut rosso. Con l’aiuto di un cucchiaio da cocktail (anche detto bar spoon) mescolate delicatamente per circa venti secondi. Servite guarnendo con una fetta di arancia fresca. 

Varianti del Negroni classico 

Come per tutti i cocktail più famosi, anche per il Negroni le varianti non sono poche. Tra quelle più famose non possiamo non menzionare il Negroni Sbagliato. Come si prepara il Negroni Sbagliato? Semplicemente utilizzando lo spumante brut al posto del gin. 

Sono moltissime le varianti del Negroni, e la maggior parte prevedono altri ingredienti a sostituire il gin. Per esempio, la ricetta del Bencini vuole gli stessi ingredienti del Negroni, ma con il rum bianco a sostituire il gin, mentre il Negroski impiega la vodka al posto del gin per mitigare il gusto. Se rimpiazziamo il gin con il sakè, ecco un Japanese Negroni, che diventa un Negroni Rosato se invece impieghiamo del vino rosato. Stravolgendo un po’ la ricetta del Negroni, ovvero utilizzando bitter Campari, whisky rye e vermout secco otteniamo invece un Old Pal. In ogni caso, se non avete del vermut in casa potete sostituirlo con il whisky bourbon, e creare così un Boulevardier

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